Beppe Sabatino – Profughi d’acqua

Immagine quadrata con tre pesci che hanno in bocca una cannuccia che arriva sopra la linea della'acqua dove è scritta la parola Oxygen
Quando:
25 Giu 2026 - 05 Nov 2026

La mostra di Beppe Sabatino visitabile fino al 05/11/2026 alla Rocca Roveresca, invita ad una riflessione sull’ambiente.

Senigallia è per sua natura legata all’elemento acqua.
Il fiume Misa e il torrente Penna con il mare hanno difeso il nucleo abitativo sin dall’antichità e il mare è da sempre luogo di pesca e balneazione.

Con le opere di Beppe Sabatino l’acqua si veste di un ulteriore significato, di un monito che invita ad un nuovo legame con l’ambiente.

L’acqua non è più grembo, ma tomba di plastica e catrame. I profughi d’acqua sono fantasmi di un’apocalisse silenziosa, creature condannate a un esilio eterno dal loro stesso elemento vitale. Non c’è poesia nel loro viaggio, solo la disperata e cieca fuga da un mare che è diventato veleno, soffocato dall’abbraccio sterile dell’uomo.
I loro corpi, ridotti a scheletri geometrici e forme fossilizzate nel polistirene, sembrano gridare sotto la superficie muta dell’opera. Sono le vittime sacrificali del progresso, simboli di una natura violentata che galleggia, inerte, nei canali di scolo della nostra sofferenza.
L’oro dei riflessi è ormai spento, corroso dal bitume e dal rifiuto. In questo esodo senza ritorno, i pesci profughi non cercano una nuova sponda: testimoniano il crollo di un mondo, l’istante preciso in cui l’uomo, avvelenando la fonte della vita, ha firmato la propria condanna alla solitudine.